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L'albero dei sogni d'oro (una piccola fiaba moderna)

[L'Albero dei Sogni d'Oro - dipinto di www.muralsforkids.com]
Il castello di MelaGodo nelle lontane Terre di Echissene

Nel castello di MelaGodo, nel lontano Regno di Echissene, un tempo viveva un giovane principe, ricco, crudele e molto annoiato. Passava le sue giornate a mangiare ogni sorta di prelibatezza ed a divertirsi con gli spettacoli di giullari ed acrobati.
Ogni mese, nel giorno 27, puntuale come un agente delle tasse, si divertiva a fare uno scherzo ad un abitante del villaggio, scelto a caso dalle sue guardie di palazzo. Lo scherzo che lo divertiva di più era proporre indovinelli impossibili, per risolvere i quali costringeva i malcapitati a star svegli per notti intere.
Un giorno le guardie del principe portarono a palazzo una donna, vecchia e brutta, che aveva tutto l'aspetto di una strega.
L'indovinello proposto dal principe era così difficile che la povera strega rimase sveglia per tre giorni e tre notti senza riuscire a risolverlo. Per punirla, il principe la rinchiuse nelle prigioni del castello per 3 lunghi mesi.
Il tempo passava ed ogni giorno la strega aveva una richiesta diversa da fare alle guardie del principe. Un giorno chiese respiri di rospo, un altro sorrisi di topo, un altro ancora smorfie di gatto. La strega preparava in gran segreto una pozione magica per risolvere l'indovinello.
Un bel giorno la strega annunciò di essere riuscita a trovare la soluzione. Il principe la convocò nella sala reale e disse:
"Ebbene, hai trovato la soluzione al mio indovinello?"
"Certamente - rispose la strega - però prima di sentire la risposta il principe dovrà bere questa pozione che ho preparato per lui. Solo con questa pozione potrà capire la mia risposta".
Il principe era così curioso che acconsentì. Una volta bevuta la pozione, uno strano sonno lo assalì e, al suo risveglio, disse di aver sognato la risposta giusta al suo indovinello. Così, ordinò di liberare la donna.
Purtroppo, da quel giorno, le notti del principe divennero sempre più agitate: dormiva male e faceva strani incubi. Cominciò a diventare triste e stanco e neppure i migliori medici del reame, chiamati a gran consulto, seppero trovare una spiegazione o un rimedio per questo suo malessere.
Era così triste che neppure gli scherzi che faceva agli abitanti del villaggio riuscivano più a divertirlo. I suoi sogni erano sempre più brevi, agitati e spaventosi.
Cominciò a pensare che la causa del suo malessere fosse la pozione preparata dalla strega. La fece cercare dalle sue guardie per tutto il villaggio e la portò al castello.
"Che pozione mi hai fatto bere, maledetta strega?" le chiese con un filo di voce.
"Una pozione speciale, per liberarti dall'incantesimo dovrai risolvere un indovinello. Quando avrai trovato la soluzione la tua vita cambierà!"
"Ebbene, dimmi qual'è questo indovinello" rispose curioso il principe.
"Quando apri la porta lo senti battere più forte, cos'è?" disse la strega e se ne andò.
Per settimane il principe cercò la soluzione all'indovinello, convocò a gran consulto tutti i sapienti giunti da ogni angolo del suo regno ma nessuno fu in grado di trovare una soluzione. Tutti concordavano sul fatto che si apre la porta solo quando si sente qualcuno battere...e non viceversa!
Un giorno, era l'inizio di primavera, le guardie del castello portarono al principe un fagotto, dentro un cesto di vimini. Dentro c'era un neonato che era stato abbandonato la notte davanti al ponte levatoio del castello.
Il principe lo guardò e lo prese in braccio. All'istante, decise di tenerlo tutto per sé. Sarebbe stato il figlio del principe! Il bambino sorrise e, come per incanto, il principe cominciò a sentire il cuore battere più forte, sempre più forte.
All'improvviso, la soluzione all'indovinello gli fu chiara: "Da quando ho aperto la porta del mio cuore a questa nuova vita, il mio cuore batte più forte!" esclamò il principe.
Da quel giorno il principe guarì e le sue notti furono serene e popolate da sogni bellissimi. Nel suo giardino spuntò un albero magico i cui frutti erano dei bellissimi sogni d'oro.
Felice come non lo era mai stato, il principe decise di permettere a tutti gli abitanti del villaggio di entrare nel suo giardino e cogliere i frutti del magico albero, tutte le volte che ne avessero avuto bisogno.
Ricordandosi di come ebbero origine tutti i suoi problemi, il principe decise di abolire la crudele usanza degli indovinelli del 27 del mese e decise che, nello stesso giorno, a tutti gli abitanti del villaggio fosse donata una grossa moneta d'oro.
Da allora gioia e serenità prosperarono nel suo regno.
E dormirono tutti felici e contenti.

[Tratto dal libro Come un arcobaleno di sogni nella notte di Lucio Cadeddu]


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